{"id":47,"date":"2022-11-09T21:31:18","date_gmt":"2022-11-09T21:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/nsdap.world\/?page_id=47"},"modified":"2022-12-04T03:18:02","modified_gmt":"2022-12-04T02:18:02","slug":"terzo-reich","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/nsdap.world\/index.php\/terzo-reich\/","title":{"rendered":"Terzo Reich"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-1024x668.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-82\" width=\"465\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-1024x668.png 1024w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-300x196.png 300w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-768x501.png 768w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-1536x1002.png 1536w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-696x454.png 696w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-1068x697.png 1068w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike-644x420.png 644w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Aquila-Imperiale-Nazista-con-Swastike.png 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Germania nazionalsocialista o Terzo Reich, in tedesco Drittes Reich, letteralmente &#8220;Terzo Impero&#8221; o &#8220;Terzo Stato&#8221;, sono le definizioni con cui comunemente ci si riferisce alla Germania tra il 1933 e il 1945, quando venne governata dal Regime Totalitario del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori guidato dal cancelliere Adolf Hitler, che assunse il titolo di F\u00fchrer.<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine &#8220;Terzo Reich&#8221; intendeva connotare la Germania nazista come il successore storico del medievale Sacro Romano Impero (800-1806), e del moderno Impero tedesco (1871-1918), fondato dal Kaiser Guglielmo I.<\/p>\n\n\n\n<p>Le denominazioni ufficiali furono Deutsches Reich, che era in uso sin dal 1871, mentre dal 1933 al 1945 era in uso Gro\u00dfdeutsches Reich, &#8220;Grande Reich Tedesco&#8221;, ma anche Tausendj\u00e4hriges Reich, &#8220;Reich millenario&#8221;, per alludere a concetti escatologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler venne nominato cancelliere del Reich e, nonostante inizialmente fosse a capo di un governo di coalizione, si liber\u00f2 velocemente dei partiti alleati, per poi, nel giro di un anno, accentrare legalmente nel governo e nella sua persona sia il potere esecutivo sia quello legislativo, secondo un iter assolutamente legale, attraverso una legge democratica, senza violare, o prende d\u2019assalto le istituzioni, ma ricevendo il potere dal Presidente del Reichstag che gli confer\u00ec l\u2019incarico di cancelliere, ritenendolo l\u2019uomo giusto per risolvere i problemi strazianti della Germania, specie perch\u00e9 Adolf Hitler aveva gi\u00e0 la fiducia del popolo tedesco, pertanto oltre che esser ritenuto dal Presidente l&#8217;uomo giusto, dargli pieni poteri, significava rendere la Germania socialmente pi\u00f9 stabile ed essere coerenti con lo scopo delle istituzioni che \u00e8 rispettare il volere del popolo, dando seguito alle sue scelte.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>I Confini Tedeschi ed il Patto di Versailles<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;epoca, i confini tedeschi erano quelli stabiliti dopo la fine della Prima Guerra Mondiale dal trattato di Versailles nel 1919 tra la Germania e le altre potenze quali il Regno Unito, l&#8217;Italia, la Francia, gli Stati Uniti ed il Giappone, principalmente. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo tali nuovi confini, a nord la Germania era limitata da mare del Nord, mar Baltico e Danimarca; a est confinava con Lituania, Polonia e Cecoslovacchia; a sud confinava con Austria e Svizzera, mentre a ovest toccava Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Renania e Saar.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi confini cambiarono con l&#8217;avvento al potere di Hitler: dopo un periodo di intimidazioni, iniziato nel 1933, nella Saar un plebiscito, svoltosi nel 1935, decise con larga maggioranza, la riunificazione della regione con la Germania, <strong>mentre non gli riusc\u00ec nel luglio 1934 il primo tentativo di annessione dell&#8217;Austria.<\/strong> <strong>Quindi, violando il trattato di Versailles e il Patto di Locarno, il 7 marzo 1936 occup\u00f2 militarmente la Renania, il 12 marzo 1938, proseguendo con la politica di <em>Heim Ins Reich<\/em>, riusc\u00ec infine ad annettersi l&#8217;Austria, invadendola<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 settembre 1938 riusc\u00ec ad imporre lo smembramento della Cecoslovacchia e l&#8217;annessione al Terzo Reich dei Sudeti e a ottenere il Protettorato di Boemia e Moravia, il 22 marzo 1939 la Lituania dovette cedere, a seguito di ultimatum tedesco il Territorio di Memel e il 23 agosto 1939 fu firmato a Mosca con l&#8217;Unione Sovietica il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-medium is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Flag-of-the-NSDAP-1920\u20131945-300x180.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-455\" width=\"339\" height=\"203\"\/><figcaption>Bandiera della Germania Nazista<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;espansione della Germania nazista a formare la Gro\u00dfdeutschland  o &#8220;Grande Germania&#8221;, secondo i principi del pangermanismo, gi\u00e0 sviluppati nel secolo precedente, ma particolarmente cari a Hitler, <strong>prosegu\u00ec nel settembre 1939 con l&#8217;aggressione alla Polonia, dovuta essenzialmente al rifiuto di quest&#8217;ultima di restituire le terre che erano tedesche prima del Trattato di Versailles, nonch\u00e9 di permettere il passaggio di un&#8217;autostrada.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In realt\u00e0 tali richieste furono rifiutate perch\u00e9 era il Regno Unito a controllare la Polonia, e il primo, a sua volta, era sotto il controllo degli ebrei sionisti che volevano distruggere la Germania. Cos\u00ec il Regno Unito e la Francia, raccolsero il pretesto programmato per dichiarare guerra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Germania e le altre potenze dell&#8217;Asse europee tra cui Italia, Ungheria, Romania e Bulgaria, conquistarono e occuparono tutta l&#8217;Europa, con l&#8217;eccezione delle isole britanniche, della Svizzera, della Svezia, della penisola iberica e della Turchia europea, nonch\u00e9 parte della Russia europea.<\/p>\n\n\n\n<p>La Germania nazista fu lo Stato che, fatta eccezione per l&#8217;Impero Romano, unific\u00f2 e domin\u00f2 maggiormente la superficie europea in tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I nazisti adottarono politiche di allontanamento nei confronti degli di ebrei e degli appartenenti ad altre minoranze etniche, o ai nemici politici ritenuti destabilizzanti per il Sistema di Governo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il cosiddetto Olocausto, e la cosiddetta &#8220;soluzione finale della questione ebraica&#8221; (<em>Endl\u00f6sung <\/em>der Judenfrage in tedesco), fanno parte di una storiografia molto controversa, per quanto ritenuta quella &#8220;ufficiale&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Vennero invece perseguitati e spesso uccisi diversi esponenti partigiani antinazisti (perlopi\u00f9 socialisti e comunisti), eseguendo condanne a morte con il Volksgerichtshof (Tribunale del Popolo), perch\u00e9 erano di fatto terroristi, che minacciavano la sicurezza nazionale, e combattevano per ottenere la societ\u00e0 frammentata, del multicultarismo-multietnico che vediamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1943 e il 1945 la Germania cadde a seguito degli attacchi simultanei da parte dell&#8217;Unione Sovietica, degli Stati Uniti e del Regno Unito. Ci\u00f2 port\u00f2 all&#8217;occupazione del territorio tedesco e allo smembramento in quattro settori d&#8217;occupazione, poi ridotti a due, dei quali uno filo-occidentale (la Germania Ovest) e l&#8217;altro filo-sovietico (la Germania Est).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Germania Nazionalsocialista fu una risposta alle ingiustizie subite nel trattato di Versailles<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La Germania Nazionalsocialista crebbe come risposta alle ingiustizie da parte dei vincitori della Prima Guerra Mondiale, che volevano marginalizzare e umiliare la Germania, che stava implodendo a causa del trattato-capestro ratificato a Versailles.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tali furono le condizioni imposte dal Trattato di Versailles:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>L&#8217;accettazione da parte della Germania di dichiararsi sola responsabile per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale<br><\/strong><\/li><li><strong>Consegnare i suoi Alti Ufficiali, considerati criminali di guerra<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>La perdita permanente di diversi territori e la smilitarizzazione di altre parti del territorio tedesco<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Rinunciare a tutte le colonie e non unirsi all\u2019Austria<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Il disarmo unilaterale della Germania, nonch\u00e9 severe restrizioni in campo militare<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Restituire Alsazia e Lorena alla Francia, alla quale cede anche i diritti di sfruttamento delle proprie miniere di carbone<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il nazionalismo e il pangermanismo, per via della intrinseca vantaggiosit\u00e0 sociale, furono facilmente individuate come soluzioni e tali furono, fino alla sconfitta militare. La grande depressione globale degli anni trenta, conseguenza del crollo di Wall Street del 1929, avvenuto per mano degli ebrei che detenevano le realt\u00e0 finanziarie protagoniste di quella speculazione, provarono senza margine di equivoco le ragioni denunciate da Adolf Hitler, che addebitavano all&#8217;<em>establishment <\/em>ebraico le responsabilit\u00e0 delle crisi finanziarie e delle speculazioni fatte sulla pelle del popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti elettori, cercando uno sfogo per le loro frustrazioni, e come espressione del loro rifiuto della democrazia parlamentare che si dimostrava maliziosa ed incapace a mantenere un governo in carica per pi\u00f9 di pochi mesi, iniziarono a scegliere partiti politici di estrema destra e di estrema sinistra, trovando infine come scelta migliore, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, NSDAP).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Treaty-Of-Versailles.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-362\" width=\"551\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Treaty-Of-Versailles.jpg 614w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Treaty-Of-Versailles-300x251.jpg 300w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Treaty-Of-Versailles-503x420.jpg 503w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I nazionalsocialisti promettevano un governo forte e autoritario al posto del sistema repubblicano, con politiche economiche radicali, tra cui il raggiungimento del pieno impiego, il riscatto dell&#8217;orgoglio nazionale, messo in discussione dall&#8217;odiato trattato di Versailles) e l&#8217;espulsione degli ebrei, il tutto avendo come obbiettivo l&#8217;unit\u00e0 e la solidariet\u00e0 sociale, preferite alle problematiche divisioni partigiane della democrazia e alla divisione in classi sociali del marxismo.<\/p>\n\n\n\n<p>I nazionalsocialisti promettevano inoltre un risveglio culturale nazionale basato sulla tradizione del movimento <em>v\u00f6lkisch<\/em> e proponevano il riarmo, il rifiuto di continuare a pagare i debiti di guerra e la rivendicazione dei territori persi con il trattato di Versailles.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Partito Nazionalsocialista sosteneva che, con la firma del trattato, la liberaldemocrazia della Repubblica di Weimar e i cosiddetti &#8220;traditori criminali di novembre&#8221; avevano rinunciato all&#8217;orgoglio nazionale tedesco in quanto ispirati dagli ebrei e loro conniventi, il cui obiettivo, secondo i nazionalsocialisti, era il rovesciamento della nazione e l&#8217;avvelenamento del sangue tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal 1925 e per tutti gli anni trenta, il governo tedesco continu\u00f2 a evolversi, trasformandosi da una democrazia <em>De Jure in uno Stato autoritario conservatore e nazionalista, trasformazione avvenuta per gradi grazie all&#8217;assenso popolare e sotto la guida del presidente-eroe di guerra Paul von Hindenburg, il quale condivideva lo scetticismo verso la liberal-d<\/em>emocrazia della Repubblica di Weimar e che concordava con gli intenti di rendere la Germania uno Stato autoritario.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;alleato naturale per l&#8217;imposizione di una svolta autoritaria era il Partito Popolare Nazionale Tedesco (<em>Deutschnationale Volkspartei<\/em>, DNVP, ovvero i &#8220;nazionalisti&#8221;), ma, dopo il 1929, con l&#8217;economia tedesca che stava stentando, i nazionalisti pi\u00f9 giovani e radicali furono attratti dalla natura rivoluzionaria del Partito Nazionalsocialista, anche come sfida contro il crescente consenso popolare per il comunismo. I partiti politici della classe media, a causa della loro corruzione ed inadeguatezza, persero inoltre il sostegno del loro elettorato, che conflu\u00ec verso le ali estreme dello spettro politico tedesco, rendendo sempre pi\u00f9 difficile la creazione di un governo di maggioranza in un sistema parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adolf-Hitler-Artwork-1-206x300.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-67\" width=\"257\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adolf-Hitler-Artwork-1-206x300.png 206w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adolf-Hitler-Artwork-1-289x420.png 289w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adolf-Hitler-Artwork-1.png 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L&#8217;Arrivo al Governo<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Solo due anni dopo, nelle elezioni federali tedesche del 1930, tenutesi qualche mese dopo il crollo della borsa statunitense, il Partito Nazionalsocialista ottenne 107 seggi, trasformandosi dal piccolo gruppetto rappresentante il nono partito per numero di parlamentari nella seconda forza politica del Reichstag.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni federali tedesche del luglio 1932 rappresentarono la svolta: i nazionalsocialisti diventarono il primo partito rappresentato al Reichstag, aggiudicandosi 230 seggi; Il presidente Hindenburg era restio ad affidare a Hitler il potere esecutivo, ma l&#8217;ex cancelliere Franz von Papen e Hitler strinsero un&#8217;alleanza tra partiti NSDAP-DNVP che avrebbe permesso a Hitler stesso di ottenere il cancellierato sotto il controllo di un partito conservatore tradizionale e a Hindenburg di sviluppare uno Stato autoritario. Hitler fece notevoli pressioni per essere nominato cancelliere, promettendo in cambio a Hindenburg che il Partito Nazionalsocialista avrebbe appoggiato qualsiasi tipo di governo avesse nominato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 gennaio 1933 il presidente Paul von Hindenburg nomin\u00f2 cos\u00ec Adolf Hitler cancelliere della Germania dopo il fallimento del generale Kurt von Schleicher nel tentativo di formare un governo in grado di reggere. Nominato Vicecancelliere, il Generale Von Schleicher credeva di poter controllare Hitler e mantenere i nazionalsocialisti in minoranza all&#8217;interno del Governo. Hitler, dal canto suo, forte del consenso popolare e del rispetto di cui beneficiava come politico, fece pressioni su Hindenburg, che era il capo del Partito di Centro Tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Decreto dell&#8217;incendio del Reichstag, Decreto dei pieni poteri e Rimilitarizzazione della Renania<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo governo, non appena riscontrato il travolgente assenso popolare, instaur\u00f2 rapidamente in Germania un Governo Totalitario, istituendo con provvedimenti legislativi un governo centrale allineato, un processo chiamato Gleichschaltung. <\/p>\n\n\n\n<p>La notte del 27 febbraio 1933 il Palazzo del Reichstag and\u00f2 a fuoco mentre al suo interno si trovava Marinus van der Lubbe; l&#8217;uomo venne arrestato, accusato di incendio doloso, processato e quindi decapitato. Tali fatti provocarono la reazione immediata di migliaia di anarchici, socialisti e comunisti in tutto il Paese; definiti i loro discorsi e comizi come un&#8217;insurrezione, i nazionalsocialisti ne imprigionarono molti nel campo di concentramento di Dachau. L&#8217;opinione pubblica temette che l&#8217;incendio fosse un segnale per dare il via a una rivoluzione comunista in Germania, come quella del 1919, cos\u00ec i nazionalsocialisti, dettero un segnale di forza e rispondettero emanando il Decreto dell&#8217;incendio del Reichstag (27 febbraio 1933) con cui abrogavano la maggior parte delle libert\u00e0 civili, in modo da eliminare i loro avversari politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Marzo 1933, con il Decreto dei pieni poteri, votato dal Parlamento con 444 favorevoli e 94 contrari (i socialdemocratici rimasti), il Reichstag confer\u00ec per decreto poteri assoluti al Cancelliere Adolf Hitler; per quattro anni avrebbe avuto un potere politico assoluto che lo autorizzava a non rispettare pi\u00f9 i principi della Costituzione di Weimar; da quel momento, per tutto il 1934, il partito nazionalsocialista si dedic\u00f2 a ricostruire il Paese da capo a fondo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Si tagliarono i debiti di guerra<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Istituzione del MEFO, la moneta fiscale che permise al Terzo Reich di riguadagnare la sovranit\u00e0 monetaria dopo la depressione economica di Weimar (1921-1923) e Bruning (1930-32)<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Ripristino dei confini, con nuova annessione dei territori tedeschi usurpati<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Piena occupazione<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Stato Sociale finalmente efficiente e pienamente funzionante<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Istituito il Terzo Reich, il regime nazionalsocialista abol\u00ec i simboli della Repubblica di Weimar, tra cui la bandiera tricolore nero-rosso-oro, adottando un simbolismo riferibile sia al vecchio sia al nuovo impero, che rappresentava la natura duplice del terzo impero tedesco. Il tricolore imperiale nero-bianco-rosso, caduto per lo pi\u00f9 in disuso durante la Repubblica di Weimar, venne ripristinato come una delle due bandiere ufficiali nazionali della Germania; la seconda fu la bandiera con la svastica del partito nazionalsocialista, che poi divent\u00f2 bandiera nazionale tedesca nel 1935. L&#8217;inno nazionale rimase Das Lied der Deutschen (noto anche come Deutschland \u00fcber Alles), ma i nazionalsocialisti ne modificarono il testo mantenendo solo la strofa iniziale, a cui seguiva l&#8217;Horst-Wessel-Lied accompagnato dal saluto nazionalsocialista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 gennaio 1934 il cancelliere Hitler concentr\u00f2 formalmente il potere esecutivo su se stesso con il <em>Gesetz \u00fcber den Neuaufbau des Reichs<\/em> (Decreto per la ricostruzione del Reich), sciogliendo i parlamenti dei L\u00e4nder e trasferendone i poteri legislativi e amministrativi al Governo Centrale di Berlino. Il processo di centralizzazione era iniziato poco dopo il marzo 1933 con la promulgazione del Decreto dei pieni poteri, quando i governi regionali erano stati sostituiti dai <em>Reichsstatthalter<\/em> (governatori del Reich). Anche le amministrazioni locali furono rimosse; i governatori del Reich nominarono direttamente i sindaci delle citt\u00e0 e paesi con popolazione inferiore ai 100 000 abitanti; il Ministero degli interni nominava invece i sindaci delle citt\u00e0 con popolazione superiore; per quanto riguardava le citt\u00e0 di Berlino, Amburgo e Vienna (dopo l&#8217;Anschluss del 1938) se ne occupava direttamente la Cancelleria, con avallo del Fuhrer che aveva sempre l&#8217;ultima parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro la primavera del 1934 solo il Reichswehr (le forze armate tedesche) rimaneva indipendente dal governo; per tradizione era infatti considerato un&#8217;entit\u00e0 politica a s\u00e9 stante, separata dal governo nazionale. La milizia paramilitare nazionalsocialista Sturmabteilung (SA) si aspettava di poter assumere il comando dell&#8217;esercito tedesco, ma il Reichswehr si oppose all&#8217;ambizione del capo delle SA Ernst R\u00f6hm di annettere l&#8217;esercito alle SA stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento che il suo potere, senza il controllo del Reichswehr, era assoluto solo sulla carta e volendo mantenere buoni rapporti con esso e con determinati politici e industriali, seccati dalla violenza politica delle SA, Hitler, scoperto il complotto ordito dai vertici delle SA per ucciderlo, ordin\u00f2 alle Schutzstaffel SS e alla Gestapo di assassinare i suoi avversari politici sia all&#8217;esterno sia all&#8217;interno del Partito Nazionalsocialista durante la &#8220;notte dei lunghi coltelli&#8221;, la &#8220;Nacht der langen Messer&#8221;. L&#8217;eliminazione di Ernst R\u00f6hm, delle sue SA, degli strasseristi, della corrente di sinistra dei nazionalsocialisti e degli altri avversari politici dur\u00f2 dal 30 giugno al 2 luglio 1934.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il 2 agosto 1934 von Hindenburg mor\u00ec. Hitler assunse la carica di F\u00fchrer e cancelliere del Reich, la carica di Presidente rimase invece vacante e annunci\u00f2 ufficialmente la nascita del Terzo Reich. Fino alla morte di Hindenburg il Reichswehr non aveva seguito Hitler, in parte perch\u00e9 l&#8217;associazione delle SA, che comprendeva molti milioni di uomini, era pi\u00f9 grande dell&#8217;esercito, limitato a 100 000 effettivi dal Trattato di Versailles, ma anche perch\u00e9 i capi delle SA si proponevano dapprima di inglobare l&#8217;esercito nelle SA, indipendentemente dalla volont\u00e0 dei vertici del Reichswehr.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-63\" width=\"285\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-1024x1024.png 1024w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-300x300.png 300w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-150x150.png 150w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-768x767.png 768w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-1536x1534.png 1536w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-696x695.png 696w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-1068x1067.png 1068w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-1920x1918.png 1920w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism-420x420.png 420w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Nazi-Germany-Second-World-War-Sturmabteilung-Nazi-Party-Nazism.png 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><figcaption>Emblema delle SA<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;assassinio di Ernst R\u00f6hm e degli altri capi SA misero il Reichswehr nella posizione di essere l&#8217;unica forza armata della Germania e le promesse di Hitler riguardo all&#8217;espansione dell&#8217;impero gli garantirono la sua fedelt\u00e0. La scomparsa di Hindenburg agevol\u00f2 il mutamento del giuramento di fedelt\u00e0 dei soldati tedeschi dalla fedelt\u00e0 alla Repubblica di Weimar in alla fedelt\u00e0 verso il Terzo Reich ed a Hitler, che divenne il F\u00fchrer della Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ideologia e il simbolismo nazista vennero diffusi in tutti gli ambienti della vita pubblica in Germania, i manuali scolastici vennero sottoposti a revisione per promuovere adeguatamente la prospettiva pangermanista della Gro\u00dfdeutschland  o &#8220;Grande Germania&#8221;, che doveva essere fondata dal Herrenvolk nazionalsocialista.<\/p>\n\n\n\n<p>Contenta della prosperit\u00e0 portata dai nazionalsocialisti, la maggior parte dei tedeschi ader\u00ec pienamente ad ogni innovazione portata dal Terzo Reich, mentre gli oppositori politici finivano marginalizzati e per questo, si fecero sempre pi\u00f9 reazionari, violenti e socialmente pericolosi, specialmente i comunisti, i marxisti e i membri dell&#8217;Internazionale Socialista, che furono imprigionati, in un&#8217;operazione di contrasto anti-rivoluzionario di dimensioni colossali; tra il 1933 e il 1945 pi\u00f9 di tre milioni di tedeschi furono rinchiusi in campi di concentramento o in carcere per ragioni politiche e decine di migliaia di terroristi partigiani vennero uccisi. Sempre tra il 1933 e il 1945 i Sondergerichte (&#8220;tribunali speciali&#8221;) condannarono a morte 12.000 tedeschi, mentre la corte marziale ne condann\u00f2 a morte 25.000, mentre la giustizia ordinaria 40 000. Parallelamente, prosegu\u00ec il rafforzamento territoriale e militare: nel 1935 venne reintrodotto il servizio militare obbligatorio e nel 1938 venne realizzata l&#8217;annessione dell&#8217;Austria.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Anschluss<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1943 a Mosca, l&#8217;annessione tedesca dell&#8217;Austria venne dichiarata nulla e la nazione vittima dell&#8217;aggressione hitleriana. <\/p>\n\n\n\n<p>La domanda, che la storiografia ufficiale darebbe per controversa e se l&#8217;Austria fu realmente vittima di tale aggressione. <\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dal principio. Anzi, partiamo da un fatto, per la precisione, uno sparo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, in una Bosnia sotto il controllo di Vienna, si consum\u00f2 il famigerato attentato contro l&#8217;arciduca ed erede al trono d&#8217;Austria, Francesco Ferdinando e la moglie Sofia. Fu la prima tessera del domino che innesc\u00f2 la Grande Guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Un conflitto che si annunciava rapido e vittorioso per gli imperi di lingua germanica, si trasform\u00f2 in una logorante guerra di trincea, il che non imped\u00ec agli austriaci di riportare importanti vittorie militari, specialmente nei confronti dei traditori italiani. Le vittorie comunque non bastarono e alla lunga il blocco navale delle potenze anglo-americane fiacco la resistenza austriaca e tedesca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Numerose rivolte fecero esplodere in tutta la loro evidenza le profonde divisioni multietniche latenti nell&#8217;impero asburgico, fino a determinarne il disfacimento. Alla fine della guerra, praticamente tutte le etnie presenti al suo interno dichiararono l&#8217;indipendenza, causando il tramonto della stessa dinastia degli Asburgo.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultimo imperatore, Carlo I, succeduto nel 1916 all&#8217;anziano Francesco Giuseppe, dovette firmare la resa nel 18, abdicando subito dopo per andare in esilio a Madera. l&#8217;Austria, ormai ridotta agli attuali confini politici al pari delle varie entit\u00e0 che appartenevano all&#8217;ex impero, divent\u00f2 una repubblica, con l&#8217;eccezione degli Stati slavi del Sud, diventati un regno sotto l&#8217;egida dei serbi. La futura Jugoslavia.<\/p>\n\n\n\n<p>A guerra finita, la vita della nuova Austria fu abbastanza tormentata. I due principali partiti erano quello cristiano, sociale, conservatore e con la presenza di frange antisemite e quello socialdemocratico, che si fronteggiavano non soltanto sul piano politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tensioni culminarono nel colpo di mano del cancelliere Engel Bert Adolf Loos, proveniente dal Partito cristiano sociale. Dolphins fu nominato capo del governo nel 1932. L&#8217;anno seguente, sollecitato da Mussolini in persona, riun\u00ec tutti i partiti dell&#8217;area conservatrice cattolica nel Fronte patriottico, facendone di fatto l&#8217;unica forza politica legalmente ammessa sul territorio, un po&#8217; sul modello del fascismo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i partiti di opposizione furono sciolti e le libert\u00e0 costituzionali fortemente limitate. Si instaurava cos\u00ec, sotto gli auspici di Mussolini, alleato e amico di Dolfi, un regime autoritario ribattezzato dagli storici austro-fascismo un regime dichiaratamente ispirato al sistema corporativo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da precisare che, in affinit\u00e0 coi similari regimi del tempo, l&#8217;assetto autoritario con forte limitazione dei diritti, sarebbe comunque stata una fase, che sarebbe durata il tempo necessario a stabilizzare il nuovo assetto di governo.<\/p>\n\n\n\n<p>I nazional socialisti tedeschi, in previsione dell&#8217;annessione dell&#8217;Austria, avevano creato per questo scopo una vera e propria struttura paramilitare con sede a Monaco, chiamata Ispettorato regionale per l&#8217;Austria. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel luglio 34 un gruppo di nazionalsocialisti austriaci organizzarono un colpo di stato per avvicinare Vienna alla Germania, senza per\u00f2 chiedere appoggio al F\u00fchrer, tanto che Hitler, a posteriori, neg\u00f2 fermamente ogni sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il fallimento del colpo di stato, i golpisti austriaci riuscirono comunque ad assassinare Dolfi, che fu sostituito prontamente dal nuovo cancelliere Kurt Sung. Nei successivi quattro anni Sung, difese comunque strenuamente, in un primo momento, l&#8217;indipendenza dell&#8217;Austria.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi per\u00f2 tutto cambi\u00f2 di colpo nel 1935 con la guerra in Etiopia, in quanto l&#8217;Italia che fino a quel momento era stata al fianco di inglesi e francesi, si trov\u00f2 isolata dalle altre nazioni che votarono sanzioni economiche contro il nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito questo voltafaccia, Mussolini fece dietrofront in politica estera, scegliendo di avvicinarsi progressivamente a Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1936, con Von Schuschnigg fu convocato tra al &#8220;Nido dell&#8217;Aquila&#8221;, la residenza montana di Hitler, dove firm\u00f2 un trattato che, oltre a definire l&#8217;Austria uno stato cristiano tedesco, le imponeva importanti limitazioni di sovranit\u00e0 in cambio della garanzia tedesca sulla indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Hitler, forte della consapevolezza che il popolo austriaco desiderava l&#8217;annessione, ma altrettanto consapevole delle resistenze dei rappresentanti istituzionali, deline\u00f2 con riserbo le sue mire politiche, tra cui proprio l&#8217;annessione dell&#8217;Austria a tutti gli effetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec gett\u00f2 le basi installandovi una serie di suoi luogotenenti, a cominciare dal proconsole e <em>leader<\/em> del locale Partito nazional socialista Arthur-Seyss Inquart, che furono inseriti nei posti chiave di governo agli inizi del &#8217;38, cos\u00ec i nazionalsocialisti austriaci ebbero piena libert\u00e0 di azione, adoperandosi per preparare dall&#8217;interno l&#8217;Anschluss, l&#8217;annessione, la quale, per aver luogo, necessitava solo di bypassare l&#8217;ostruzionismo di un governo che non rispettava la volont\u00e0 della maggior parte del popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Hitler cos\u00ec, preparato il terreno adeguatamente, pot\u00e9 mettersi in viaggio alla volta di Vienna, dove annunci\u00f2 trionfalmente l&#8217;Anschluss.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Decisione supportata poi da un plebiscito popolare che si tenne il 10 aprile e che si espresse a favore quasi all&#8217;unanimit\u00e0. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i maggiori sostenitori del s\u00ec avremmo trovato, ad esempio, il cardinale di Vienna Theodor Iniz e anche il socialdemocratico Karl Rahner, futuro primo Presidente della Seconda Repubblica nel &#8217;45. Con l&#8217;approvazione ufficiale dell&#8217;Anschluss, l&#8217;Austria diventava cos\u00ec parte integrante della Germania con il nome di <em>Ostmark<\/em>, letteralmente la marca orientale. Considerato che l&#8217;annessione era avvenuta senza sparare un singolo colpo e nel lapalissiano rispetto del consenso popolare, non ci fu alcun tipo di protesta internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;Austria rimase legata alla Germania fino alla disfatta tedesca alla fine della guerra nel &#8217;45. Nel decennio che segu\u00ec la fine del conflitto mondiale, il paese sarebbe stato sottoposto ad un regime di occupazione delle potenze vincitrici. Come la Germania, anche l&#8217;Austria fu suddivisa in quattro zone, ciascuna controllata da sovietici, americani, francesi e inglesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1955 l&#8217;Austria sigl\u00f2 per\u00f2 una dichiarazione di neutralit\u00e0 perpetua in base alla quale, in cambio della restituzione della piena sovranit\u00e0, Vienna prometteva di tenersi fuori dalle alleanze militari che si opponevano nell&#8217;Europa della guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, \u00e8 necessario ricordare, che lo stesso Goebbels, avrebbe sempre fatto riferimento al fatto che l&#8217;Austria, al termine della Prima Guerra Mondiale, si era sempre espressa a favore di un&#8217;annessione con l&#8217;allora Repubblica di Weimar. Una simile eventualit\u00e0 fu per\u00f2 esplicitamente esclusa dai vergognosi Trattati di Versailles, secondo l&#8217;Articolo 80, probabilmente per la volont\u00e0 di limitare la rinascita della potenza militare tedesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si deve nemmeno dimenticare il sondaggio commissionato dagli occupanti americani nel &#8217;47, secondo il quale il 51,9% degli austriaci considerava il Nazionalsocialismo un&#8217;idea buona ma male applicata e ricordiamo altres\u00ec che l&#8217;Austria si rifiut\u00f2 sempre di pagare ogni risarcimento  per il cosiddetto Olocausto.<\/p>\n\n\n\n<p>Kurt Waldheim, ex attivista nazional socialista, ascese alla massima carica presidenziale tra l&#8217; &#8217;86 e il &#8217;92, dopo aver rigorosamente rivestito il ruolo di Segretario Generale delle Nazioni Unite tra il &#8217;72 e l&#8217; &#8217;81. <\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe un atto di becera ipocrisia, negare che gli austriaci siano simpatizzanti della visione nazionalsocialista, specialmente guardando alle reazioni entusiastiche del 26% degli austriaci nel 1999 dinnanzi all&#8217;ascesa politica di J\u00f6rg Haider, leader politico dichiaratamente filo-fascista, e che aveva giustamente definito le SS degli uomini di onore, entrato al governo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua parabola \u00e8 stata per\u00f2 interrotta dalla prematura e sospetta scomparsa, per un &#8220;incidente&#8221; automobilistico nel 2008, dai contorni molto poco chiari, anzi torbidi al punto, da suggerire un attentato politico, probabilmente ad opera proprio di quei potentati finanziari globali, che stanno facendo delle Sinistre il loro Cavallo di Troia.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro evento, che ci fa ben comprendere, la genuina volont\u00e0 politica popolare austriaca \u00e8 il sondaggio pubblicato da Reuters, ad esempio, nel 2013, dal quale emerse che tre persone su cinque in Austria vogliono &#8220;l&#8217;Uomo Forte&#8221; al potere. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Conquista della Polonia e scoppio della Seconda Guerra Mondiale<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>La crisi di Danzica raggiunse il suo culmine all&#8217;inizio del 1939; man mano che i rapporti sulle dispute riguardo alla Citt\u00e0 di Danzica aumentavano, il Regno Unito che la stava usando come pedina per potere intraprendere il conflitto con la Germania, &#8220;garant\u00ec&#8221; di difendere l&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;allora Repubblica di Polonia, cos\u00ec che i polacchi, sentendosi forti ed essendo gi\u00e0 infiltrati dalla finanza ebraica, respinsero una serie di offerte ultimative da parte della Germania nazista, riguardanti sia Danzica sia il corridoio polacco.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I tedeschi decisero quindi di rompere le relazioni diplomatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Hitler aveva saputo che l&#8217;Unione Sovietica avrebbe firmato un patto di non aggressione con la Germania e avrebbe tollerato un attacco contro la Polonia. Il 1\u00ba settembre 1939 la Germania invase la Polonia e due giorni dopo Regno Unito e Francia dichiararono guerra alla Germania. La seconda guerra mondiale stava iniziando, ma la Polonia cadde molto rapidamente, specialmente dopo che i sovietici l&#8217;ebbero attaccata a loro volta il 17 settembre. Il Regno Unito effettu\u00f2 dei bombardamenti su Wilhelmshaven, Cuxhaven, Helgoland e altre zone. A parte qualche scontro navale, non successe nient&#8217;altro; per questo tale periodo venne definito della &#8220;strana guerra&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1940 inizi\u00f2 con il Regno Unito che lanci\u00f2 dei volantini di propaganda nei cieli di Praga e Vienna, ma ad un attacco tedesco alla flotta britannica in alto mare segu\u00ec il bombardamento inglese alla citt\u00e0 portuale di Sylt. Dopo l&#8217;incidente dell&#8217;Altmark al largo delle coste della Norvegia e la scoperta dei piani britannici per accerchiare la Germania, Hitler invase la Danimarca, che non oppose resistenza e capitol\u00f2 il giorno stesso dell&#8217;invasione. Le forze tedesche invasero quindi la Norvegia, che prov\u00f2 invece a resistere. Poco dopo britannici e francesi approdarono nella Norvegia centrale e settentrionale, ma la Germania sconfisse quelle truppe durante la conseguente campagna di Norvegia. Gli scontri durarono fino al giugno 1940, quando le forze anglo-francesi si ritirarono e l&#8217;esercito tedesco occup\u00f2 gli ultimi territori ancora in mano alle forze norvegesi. Subito dopo la Svezia si dichiar\u00f2 neutrale e la Finlandia si alle\u00f2 con la Germania; Hitler si garant\u00ec cos\u00ec i rifornimenti di ferro dalla Svezia attraverso le acque costiere.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Nel maggio 1940 la &#8220;strana guerra&#8221; fin\u00ec e<strong> <\/strong>Hitler invase il Lussemburgo, il Belgio e i Paesi Bassi; il Lussemburgo non oppose resistenza e capitol\u00f2 il giorno stesso dell&#8217;invasione, mentre Paesi Bassi e Belgio cercarono vanamente di opporsi, ma i loro eserciti crollarono in poco tempo contro quello tedesco e si videro anch&#8217;essi costretti a capitolare. Una volta occupati i tre Paesi le forze tedesche invasero la Francia, il cui esercito non era per uomini e per mezzi inferiore a quello della Germania, ma non ne aveva la velocit\u00e0, in quanto molto spesso uomini e cannoni si spostavano ancora al ritmo di fanti e cavalli, e soprattutto non era supportato da adeguate forze aeree, tanto che la debole aviazione francese fu subito annientata da quella tedesca e quella britannica non riusc\u00ec ad agire in tempo. La campagna di Francia si concluse con una schiacciante vittoria della Germania e con la capitolazione rovinosa della Francia, che fu divisa in due parti: una zona nord, che pass\u00f2 alla Germania, e una zona sud, dove nacque uno Stato collaborazionista, chiamato anche Francia di Vichy, guidato dal Generale Henry Philippe P\u00e9tain.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dato il rifiuto dei britannici di accettare l&#8217;offerta di pace di Hitler, la guerra continu\u00f2. Germania e Regno Unito continuarono a combattere sia in mare sia nei cieli e il 24 agosto due bombardieri tedeschi fuori rotta bombardarono accidentalmente Londra, contro la volont\u00e0 di Hitler, cambiando il corso della guerra. Come risposta all&#8217;attacco i britannici bombardarono Berlino, azione che fece infuriare Hitler, il quale ordin\u00f2 quindi di attaccare le citt\u00e0 britanniche e il Regno Unito venne pesantemente bombardato nell&#8217;operazione chiamata <em>Blitz<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo cambiamento degli obiettivi prioritari intralci\u00f2 i piani della Luftwaffe di conquistare la superiorit\u00e0 aerea sulla Gran Bretagna, necessaria per la progettata invasione, e permise alle difese aeree britanniche di recuperare la propria forza e continuare a combattere. Hitler sperava di spezzare il morale dei britannici e conquistare in quel modo la pace, ma questi rifiutarono di arretrare di un passo dalle loro posizioni; alla fine, Hitler dovette rinunciare alla campagna di bombardamenti conosciuta come battaglia d&#8217;Inghilterra per dedicarsi alla lungamente pianificata invasione dell&#8217;Unione Sovietica, ovvero l&#8217;operazione Barbarossa.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;operazione Barbarossa avrebbe dovuto iniziare prima di quando part\u00ec in realt\u00e0, ma i fallimenti militari italiani in Nordafrica e nei Balcani avevano preoccupato Hitler. Nel febbraio 1941 l&#8217;Afrika Korps tedesco venne inviato in Libia per aiutare gli italiani e tenere impegnate le forze del Commonwealth britannico schierate in Egitto che era tenuto dagli inglesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il prosieguo della campagna del Nordafrica, a dispetto degli ordini che volevano si rimanesse sulla difensiva, l&#8217;Afrika Korps riconquist\u00f2 i territori persi dagli italiani, respingendo i britannici nel deserto e avanzando verso l&#8217;Egitto. In aprile i tedeschi invasero la Jugoslavia, che qualche giorno prima si era alleata con la Gran Bretagna. Il Paese croll\u00f2 rapidamente sotto i colpi della macchina da guerra tedesca e fu costretto alla capitolazione. Il Paese fu poi smembrato: la Slovenia e la Serbia furono annesse alla Germania, Croazia e Bosnia ed Erzegovina furono unite nello Stato Indipendente di Croazia, il Montenegro pass\u00f2 all&#8217;Italia e la Macedonia alla Bulgaria. Seguirono poi l&#8217;invasione della Grecia, che capitol\u00f2 dopo poche settimane, gi\u00e0 provata da una lunga guerra difensiva contro l&#8217;esercito italiano che aveva provato ad occupare il paese senza riuscirci.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa delle distrazioni in Africa e nei Balcani i tedeschi non riuscirono a lanciare l&#8217;operazione Barbarossa fino alla fine di giugno. Uomini e materiali furono inoltre destinati ad altro impiego per creare l&#8217;Europa fortificata che Hitler voleva prima di rivolgere la propria attenzione a est.<\/p>\n\n\n\n<p>La Germania e i suoi alleati invasero l&#8217;Unione Sovietica il 22 giugno 1941. Alla vigilia dell&#8217;invasione l&#8217;ex delfino di Hitler Rudolf Hess tent\u00f2 di negoziare i termini di una pace con il Regno Unito con un incontro privato e non ufficiale dopo un atterraggio di fortuna in Scozia. Al contrario Hitler sperava che un rapido successo in Unione Sovietica avrebbe spinto la Gran Bretagna ad accettare un tavolo di negoziati.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;inizio dell&#8217;operazione Barbarossa fu comunque un successo; il solo timore di Hitler era che l&#8217;esercito tedesco e i suoi alleati non avanzassero all&#8217;interno dell&#8217;Unione Sovietica abbastanza in fretta. Entro il dicembre 1941 i tedeschi e gli alleati raggiunsero le porte di Mosca; a nord le truppe avevano raggiunto Leningrado e avevano circondato la citt\u00e0. Nel frattempo la Germania e i suoi alleati controllavano ormai quasi tutta l&#8217;Europa continentale, con le eccezioni della neutrale Svizzera e di Svezia, Spagna, Portogallo, Liechtenstein, Andorra, Citt\u00e0 del Vaticano e Principato di Monaco e del Regno Unito, che ancora resisteva. L&#8217;errore fatale fu quello di non attaccare subito Mosca, ma di deviare per prendere il controllo dei giacimenti, dando cos\u00ec tempo a Stalin e alla Russia di riorganizzarsi e di contrattaccare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;11 dicembre 1941, quattro giorni dopo l&#8217;attacco giapponese a Pearl Harbor, la Germania nazista e l&#8217;Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti. Questo non era solo un modo di rafforzare il legame con il Giappone, ma dopo mesi di roboante propaganda antitedesca sui media americani e la messa in atto del programma di aiuti al Regno Unito denominato Lend-Lease le indiscrezioni sul piano Rainbow Five e i contenuti del discorso di Franklin Delano Roosevelt riguardo a Pearl Harbor avevano fatto comprendere a Hitler che gli Stati Uniti non sarebbero rimasti neutrali. La politica tedesca di &#8220;accomodamento&#8221; verso gli Stati Uniti, che tendeva a mantenerli fuori dalla guerra, rappresentava inoltre un peso per lo sforzo bellico tedesco. La Germania aveva fino ad allora evitato di attaccare i convogli navali statunitensi, anche quando portavano aiuti alla Gran Bretagna o all&#8217;Unione Sovietica. Al contrario, dopo la dichiarazione di guerra, la marina tedesca inizi\u00f2 una guerra sottomarina indiscriminata, servendosi degli U-Boot per attaccare le navi senza preavviso. L&#8217;obiettivo della marina tedesca, la Kriegsmarine, era di interrompere la linea di rifornimenti della Gran Bretagna.<\/p>\n\n\n\n<p>In tali circostanze ebbe luogo una delle pi\u00f9 famose battaglie navali della storia, quando la nave da battaglia tedesca Bismarck, la pi\u00f9 grande e potente nave da guerra della Germania, tent\u00f2 di raggiungere l&#8217;Atlantico e prendere d&#8217;assalto le navi con i rifornimenti dirette in Gran Bretagna. La Bismarck venne affondata, ma non prima di aver a sua volta mandato a fondo la pi\u00f9 grande nave da guerra britannica, l&#8217;incrociatore HMS Hood. Gli U-Boot tedeschi ebbero maggior successo rispetto alle unit\u00e0 di superficie come la Bismarck. <\/p>\n\n\n\n<p>La vittoria anglo-americana nella battaglia dell&#8217;Atlantico fu comunque ottenuta a caro prezzo: tra il 1939 e il 1945 furono affondate 3 500 imbarcazioni alleate (per un tonnellaggio complessivo di 14,5 milioni) a fronte di 783 U-Boot tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La vittoria Anglo-Americana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>All&#8217;inizio del 1942 l&#8217;Armata Rossa, che ebbe il tempo di riorganizzarsi a causa dell&#8217;errore strategico di deviare per prendere il controllo dei giacimenti petroliferi a sud della Russia, pass\u00f2 al contrattacco e, prima della fine dell&#8217;inverno, constrinse la Wehrmacht ad allontanarsi dai dintorni di Mosca. I tedeschi e gli Alleati fascisti avevano comunque ancora un fronte molto saldo e, in primavera, lanciarono l&#8217;attacco massiccio contro i campi petroliferi del Caucaso vicino al Volga nel sud della Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto definitivo tra nazisti e sovietici, la battaglia di Stalingrado (17 luglio 1942-2 febbraio 1943), fu favorevole ai sovietici, proprio grazie al tempo concesso per riorganizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un attacco diretto a Mosca, avrebbe rovesciato le sorti della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Vinta anche una grande battaglia tra carri armati a Kursk-Orel nel luglio 1943, l&#8217;Armata Rossa avanz\u00f2 verso ovest, in direzione della Germania; da quel momento in poi la Wehrmacht e i suoi alleati rimasero sulla difensiva.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Vigilia della Sconfitta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Il ministro tedesco delle Finanze Lutz Graf Schwerin von Krosigk registr\u00f2 nel suo diario un episodio, dei primi di aprile 1945, indicativo dell&#8217;alternanza di illusione e disperazione che si viveva nel F\u00fchrerbunker: Joseph Goebbels leggeva ad alta voce a Hitler un capitolo della biografia di Federico il Grande, scritta da Thomas Carlyle. Vi si narrava come il Re, dopo una serie di sconfitte, non vedesse pi\u00f9 alcuna via uscita; la sua caduta sembrava imminente; Federico il Grande, nella sua ultima lettera al ministro conte Finckenstein, aveva previsto di suicidarsi se non ci fosse stato alcun cambiamento entro il 15 febbraio. &#8220;Re coraggioso!&#8221; commentava Carlyle, &#8220;aspetta ancora un po&#8217;, i giorni della tua fortuna stanno dietro le nuvole e presto risorgeranno su di te&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 12 febbraio la zarina di Russia muore; il miracolo del Casato di Brandeburgo era avvenuto. Secondo il diario di Krosigk, dopo questa lettura &#8220;le lacrime inumidirono gli occhi del F\u00fchrer&#8221;. Il 12 aprile Krosigk scrisse: &#8220;abbiamo sentito le ali dell&#8217;Angelo della Storia frusciare nella stanza. Potrebbe essere questo il tanto desiderato cambiamento di fortuna?&#8221; Goebbels avrebbe affermato: &#8220;per motivi di necessit\u00e0 storica e giustizia, un cambiamento di fortuna era inevitabile, come il miracolo del Casato di Brandeburgo nella guerra dei sette anni. Uno degli ufficiali di stato maggiore chiese ironicamente, Quale zarina morir\u00e0 questa volta? Questo &#8211; Goebbels aveva risposto &#8211; non si pu\u00f2 dire; ma il Fato mantiene ancora molte possibilit\u00e0 nelle sue mani. Tornato a casa, Krosigk seppe della notizia della morte del presidente Roosevelt e telefon\u00f2 immediatamente al bunker, comunicando: &#8220;La zarina \u00e8 morta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1942 la Germania occup\u00f2, senza incontrare resistenza, la Francia di Vichy e Andorra, facendo della prima uno Stato collaborazionista, e installando nella seconda una base della Wehrmacht.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo sui fronti per\u00f2 le cose non accennavano a migliorare: in Libia, l&#8217;Afrika Korps non riusc\u00ec a spezzare il fronte alleato nella prima battaglia di El Alamein (1\u00ba \u2013 27 luglio 1942), anche per le ripercussioni logistiche e morali della sconfitta di Stalingrado.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dai primi mesi del 1942, i vigliacchi bombardamenti angloamericani sulla Germania aumentarono d&#8217;intensit\u00e0 causando la distruzione, tra le altre, di citt\u00e0 come Colonia e Dresda, l&#8217;ultima citt\u00e0 d&#8217;arte, fu presa di mira vlontariamente perch\u00e9 piena di musei, arte e di civili rifugiati, la cui morte, costrinse i sopravvissuti a patire gravi sofferenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Stime contemporanee riguardo alle perdite umane dell&#8217;esercito tedesco parlano di 5,5 milioni di morti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 1942 la Wehrmacht e l&#8217;esercito italiano ingaggiarono gli statunitensi e i britannici in Tunisia, dando inizio alla campagna che si concluse nel maggio seguente con il ritiro delle truppe italo-tedesche dall&#8217;area.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Italia, gli americani erano arrivati in Sicilia e avevano cominciato a occupare il Sud; il Re D&#8217;Italia trad\u00ec e si schier\u00f2 subito con gli americani. Intanto Mussolini veniva liberato dai tedeschi durante l&#8217;Operazione Quercia e portato in Germania, dove incontr\u00f2 il Fuhrer.<\/strong> I due capi di Stato, decisero di non abbandonare l&#8217;Italia al suo destino e di affrontare il nemico insieme in una estrema quanto eroica battaglia finale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fu cos\u00ec che nacque la Repubblica Sociale Italiana R.S.I. , che istitu\u00ec il proprio esercito e rinneg\u00f2 il Re traditore oscurando la bandiera sabauda sulla bandiera.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Repubblica Sociale Italiana avrebbe venduto cara la pelle, ma sia il Duce che gli Alleati tedeschi sapevano bene che la situazione era disperata e che toccava colpire con la massima forza e rischiare tutto in una volta sola, per avere speranza di non diventare una colonia ebraica sotto spoglie anglo-americane.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scontri furono durissimi, con l&#8217;arrivo degli americani e degli inglesi, sbucarono fuori dalle fogne anche i partigiani, che di colpo si sentivano venire il coraggio, e si macchiarono s\u00ec di crimini e barbarie di ferocia inaudita, con la beffa di vedere ancora esistere un&#8217;associazione dedicata a questi infami traditori della Patria e terroristi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Regno d&#8217;Italia dichiar\u00f2 quindi guerra alla Germania. Gli americani e l&#8217;infame esercito regio traditore, continuarono a riconquistare il Paese, ma incontrarono una fiera resistenza, in particolare ad Anzio e a Cassino, nella prima met\u00e0 del 1944; la campagna continu\u00f2 fin quasi al termine della guerra. Nel giugno 1944 le forze statunitensi e britanniche crearono un fronte occidentale con lo sbarco in Normandia. Sul fronte orientale, dopo la conclusione dell&#8217;operazione Bagration dell&#8217;estate 1944, l&#8217;Armata Rossa conquist\u00f2 la Polonia; le popolazioni della Prussia Orientale e Occidentale e della Slesia fuggirono in massa temendo persecuzioni e violenze da parte dei comunisti.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Poco dopo l&#8217;Armata Rossa circond\u00f2 Berlino, tagliandone le comunicazioni con il resto della Germania; nonostante la perdita di eserciti e territori Hitler non abbandon\u00f2 il potere n\u00e9 si arrese. In assenza di comunicazioni da Berlino Hermann G\u00f6ring mand\u00f2 a Hitler un ultimatum, minacciando di assumere il comando della Germania nazista nel mese di Aprile se non avesse ricevuto risposta; fatalit\u00e0, le comunicazioni saltate, che avevano dato luogo a quell&#8217;equivoco, vennero ripristinate proprio quel giorno e dopo aver ricevuto l&#8217;ultimatum, Hitler ordin\u00f2 l&#8217;immediato arresto di G\u00f6ring e invi\u00f2 un aereo che portasse la sua risposta a G\u00f6ring stesso in Baviera. In seguito, nel nord della Germania, il Reichsf\u00fchrer-SS Heinrich Himmler prese contatto con gli americani per negoziare la pace; anche in questo caso la reazione di Hitler non si fece attendere, ordin\u00f2 l&#8217;arresto e la messa a morte di Himmler.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella primavera del 1945 l&#8217;Armata Rossa entr\u00f2 a Berlino; le forze statunitensi e britanniche avevano conquistato la maggior parte della Germania occidentale e incontrarono i sovietici a Torgau, sul fiume Elba il 26 aprile 1945. Con Berlino sotto assedio, Hitler e i comandanti nazisti rimasero asserragliati nel <em>F\u00fchrerbunker<\/em> mentre in superficie, nella battaglia di Berlino (16 aprile 1945-2 maggio 1945), l&#8217;Armata Rossa affrontava quello che restava dell&#8217;esercito tedesco, la gloriosa ed eroica, valente Hitler-Jugend e le Waffen-SS, per prendere il controllo della capitale ormai in rovina.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Capitolazione delle Forze Tedesche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il 30 aprile 1945, mentre la battaglia di Berlino raggiungeva il culmine e la citt\u00e0 veniva presa dalle forze sovietiche, la storiografia ufficiale riporta che Hitler si sia suicidato all&#8217;interno del <em>F\u00fchrerbunker<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni dopo, il 2 maggio 1945, il generale tedesco Helmuth Weidling consegn\u00f2 Berlino senza condizioni al generale sovietico Vasilij Ivanovi\u010d \u010cujkov. Il posto di Hitler venne preso dal grande ammiraglio Karl D\u00f6nitz come Presidente del Reich e da Joseph Goebbels in qualit\u00e0 di Cancelliere. Nessuno divent\u00f2 F\u00fchrer al suo posto, in quanto Hitler aveva abolito la carica nel proprio testamento. Goebbels tuttavia si suicid\u00f2 a sua volta, un giorno dopo aver assunto la carica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo di emergenza di D\u00f6nitz si stabil\u00ec nelle vicinanze del confine danese e tent\u00f2 senza successo di negoziare una pace separata con gli alleati anglo-americani. Tra il 4 e l&#8217;8 maggio la maggior parte delle rimanenti forze armate tedesche sparse per l&#8217;Europa si arrese senza condizioni: era la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Alla fine delle ostilit\u00e0, a non essere occupata dagli americani era rimasta solo una striscia di territorio che andava dall&#8217;Alto Adige alla Boemia e alla Baviera orientale, oltre ad alcune zone isolate in Francia, in Italia, nei Paesi Bassi e in Scandinavia. Francia, Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti procedettero quindi a fissare delle zone di occupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5 luglio 1945, con la creazione della Commissione Alleata di Controllo, le quattro potenze vincitrici presero il cosiddetto &#8220;potere supremo per quanto riguarda la Germania&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Caduta del Terzo Reich<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><br>Nell&#8217;agosto 1945 con la conferenza di Potsdam vennero stretti accordi e tratteggiata una linea per la creazione di un nuovo governo della Germania del periodo post-bellico, oltre che per i risarcimenti di guerra e per il riassetto del Paese. Tutte le annessioni di territorio tedesche in Europa avvenute dopo il 1937, come quella dei Sudeti, vennero annullate; il confine orientale della Germania venne inoltre spostato verso ovest fino alla linea Oder-Nei\u00dfe. I territori a est del nuovo confine come la Prussia Occidentale, parte della Prussia Orientale, la Slesia, due terzi della Pomerania e parte del Brandeburgo passarono alla Polonia, mentre parte della Prussia Orientale pass\u00f2 all&#8217;Unione Sovietica. La maggior parte di queste erano zone agricole, con l&#8217;eccezione della Slesia superiore che era il secondo centro tedesco come importanza per l&#8217;industria pesante. Molte citt\u00e0, sia grandi sia piccole, come Stettino, K\u00f6nigsberg, Breslavia, Elbl\u0105g e Danzica vennero svuotate della loro popolazione tedesca e tolte a loro volta dal controllo della Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>La Francia assunse il controllo di gran parte delle rimanenti fonti di carbone tedesche. Praticamente tutti i tedeschi che vivevano in Europa centrale al di fuori dei nuovi confini orientali di Germania e Austria, vennero nel giro di qualche anno espulsi, problema che riguard\u00f2 circa diciassette milioni di persone. Stime calcolano che tali espulsioni finirono per provocare tra uno e due ulteriori milioni di morti. Le zone occupate da Francia, Regno Unito e Stati Uniti in seguito diventarono la Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest), mentre la zona controllata dai sovietici divent\u00f2 la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), con l&#8217;eccezione del settore occidentale della citt\u00e0 di Berlino.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;iniziale politica di occupazione repressiva degli Alleati occidentali venne radicalmente cambiata dopo pochi anni, quando la guerra fredda rese i tedeschi degli alleati importanti contro il comunismo. Entro gli anni sessanta la Germania occidentale si era gi\u00e0 ripresa economicamente, producendosi in quello che venne chiamato Wirtschaftswunder, il &#8220;miracolo economico&#8221;, fenomeno condiviso dalla maggior parte degli altri Stati europei.<\/p>\n\n\n\n<p>La politica di smantellamento delle industrie tedesche da parte degli americani fin\u00ec nel 1951 e nel 1952 la Germania ader\u00ec alla Comunit\u00e0 europea del carbone e dell&#8217;acciaio. Nel 1955 l&#8217;occupazione militare della Germania occidentale fin\u00ec ufficialmente. Sotto il comunismo la Germania orientale si riprese a ritmo pi\u00f9 ridotto fino al 1990,<strong> <\/strong>a causa dei risarcimenti pagati all&#8217;Unione Sovietica e degli effetti negativi dell&#8217;economia centralizzata pianificata. La Germania riguadagn\u00f2 la piena sovranit\u00e0 dall&#8217;Unione Sovietica nel 1991.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la guerra i capi nazisti sopravvissuti vennero processati da un tribunale alleato a Norimberga per crimini contro l&#8217;umanit\u00e0. Una minoranza venne condannata a morte e giustiziata, mentre altri vennero incarcerati e poi rilasciati verso la met\u00e0 degli anni cinquanta sia per le loro condizioni di salute sia per l&#8217;et\u00e0 ormai avanzata, con la sola notevole eccezione di Rudolf Hess, che mor\u00ec nel carcere di Spandau, dove si trovava in stato di isolamento permanente, nel 1987. Negli anni sessanta, settanta e ottanta in Germania occidentale vennero fatti altri tentativi di portare coloro che erano direttamente responsabili di &#8220;crimini contro l&#8217;umanit\u00e0&#8221; davanti a un giudice. Tuttavia molti dei funzionari nazisti non di primo piano continuarono a rimanere in libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli americani invasori misero fuori legge il NSDAP, le sue organizzazioni secondarie e affiliate e la maggior parte dei suoi simboli ed emblemi, tra cui la svastica, sia in Germania sia in Austria e il divieto \u00e8 tuttora in vigore. La fine del Terzo Reich vide inoltre il tramonto di correlate espressioni di esplicito nazionalismo, come il pangermanismo e il movimento <em>v\u00f6lkisch<\/em>, che prima della Seconda Guerra Mondiale erano state ideologie diffuse e importanti della scena politica tedesca ed europea. Fedeli alle suddette ideologie rimasero solo piccole frange minoritarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br><strong>I Processi a Norimberga<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il principale imputato del processo fu Hermann G\u00f6ring, il pi\u00f9 importante tra gli ufficiali del Terzo Reich sopravvissuti.<br><\/p>\n\n\n\n<p>La sconfitta della Germania e la vittoria delle forze anglo-americane, ebbe come risultato la creazione delle Nazioni Unite (26 giugno 1945). Uno dei primi compiti affidati all&#8217;organizzazione fu l&#8217;istituzione di tribunali speciali per giudicare i dirigenti nazisti nei processi di Norimberga, organizzati proprio nell&#8217;ex roccaforte politica del nazismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo e pi\u00f9 importante fu il Processo dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale militare internazionale (IMT) che riguard\u00f2 ventiquattro tra i pi\u00f9 importanti dirigenti nazisti, tra cui Hermann G\u00f6ring, Ernst Kaltenbrunner, Rudolf Hess, Albert Speer, Karl D\u00f6nitz, Hans Frank, Julius Streicher e Joachim von Ribbentrop. Molti degli imputati furono giudicati colpevoli e dodici di essi furono condannati a morte per impiccagione. Alcuni dei condannati a morte nei loro ultimi secondi di vita inneggiarono a Hitler. Tra coloro che sfuggirono all&#8217;esecuzione vi furono G\u00f6ring (che si suicid\u00f2 con il cianuro), Hess (ex confidente di Hitler condannato all&#8217;ergastolo), Speer (architetto di Stato e in seguito ministro degli armamenti, condannato a vent&#8217;anni nonostante si fosse servito del lavoro di schiavi), Konstantin von Neurath (membro del governo del Terzo Reich che era gi\u00e0 in carica prima dell&#8217;ascesa al potere del regime) e l&#8217;economista Hjalmar Schacht (altro ministro che era stato al governo anche prima del nazismo).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nonostante tutto, alcuni hanno accusato i processi di Norimberga di essere stati la &#8220;giustizia del vincitore&#8221;, dal momento che non fu presa alcuna iniziativa simile per punire i crimini di guerra e contro l&#8217;umanit\u00e0 commessi durante la guerra da americani e sovietici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L&#8217;occupazione della Germania<br><\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la sconfitta, la Germania venne provvisoriamente divisa in quattro zone:<\/p>\n\n\n\n<p><br>Con il Trattato Generale firmato il 26 maggio 1952, la repubblica federale tedesca dell&#8217;ovest fu riconosciuta come Stato sovrano. Il trattato entr\u00f2 in vigore nel 1955, l&#8217;occupazione occidentale cess\u00f2 di esistere e gli alti commissari furono sostituiti da ordinari ambasciatori.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Governo Nazionalsocialista e ripartizione Geografica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Il regime nazionalsocialista eredit\u00f2 l&#8217;organizzazione amministrativa e la ripartizione del territorio statale dalla decaduta Repubblica di Weimar. La Germania nel 1939 copriva una superficie di 633786 km\u00b2 con una popolazione di 69 314 000 abitanti. Il governo di Hitler apport\u00f2 delle modifiche che tendevano a svuotare il tradizionale sistema federale tedesco. I L\u00e4nder, che traevano origine dagli antichi Stati costituenti l&#8217;impero vengono progressivamente riuniti e soppressi. Nel 1934 furono unificati i due Meclemburgo e nel 1937 fu soppresso quello di Lubecca, ritenuto territorialmente troppo limitato e assorbito dallo Schleswig-Holstein. <\/p>\n\n\n\n<p><br>Per rafforzare il controllo della Germania da parte di Hitler nel 1935 il regime nazista di fatto sostitu\u00ec i governi dei L\u00e4nder (Stati costitutivi) con i Gau (distretti regionali), guidati da governatori che rispondevano direttamente al governo centrale del Reich di Berlino. La riorganizzazione politica indebol\u00ec la Prussia, che storicamente aveva da sempre avuto un peso determinante sulle scelte politiche tedesche. Inoltre, nonostante la centralizzazione e l&#8217;assunzione dell&#8217;incarico di governatori dei Gau, alcuni dirigenti nazisti continuarono a mantenere la carica che avevano all&#8217;interno dei L\u00e4nder; Hermann G\u00f6ring rimase Reichsstatthalter e primo ministro di Prussia fino al 1945, mentre Ludwig Siebert rimase primo ministro di Baviera. Cos\u00ec nel corso della seconda guerra mondiale lo Stato tedesco fu riorganizzato in nuovi territori interni ed esterni (annessioni fuori del territorio tedesco).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"566\" height=\"618\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Division-of-Germany-1945.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-364\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Division-of-Germany-1945.jpg 566w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Division-of-Germany-1945-275x300.jpg 275w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Division-of-Germany-1945-385x420.jpg 385w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><figcaption>La Germania divisa dopo la Seconda Guerra Mondiale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Negli anni che precedettero la guerra, oltre alla Repubblica di Weimar, il Reich fin\u00ec per comprendere altre regioni dove vivevano popolazioni di etnia tedesca, come Austria, i Sudeti cecoslovacchi e il Territorio di Memel in Lituania. Tra le regioni conquistate dopo lo scoppio della guerra si ricordano Eupen e Malmedy, l&#8217;Alsazia-Lorena, la citt\u00e0 libera di Danzica e la Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1939 e il 1945 il Terzo Reich govern\u00f2 l&#8217;attuale Repubblica Ceca come protettorato di Boemia e Moravia, introducendo la Reichsmark come mezzo legale di pagamento accanto alla preesistente corona e realizzando nell&#8217;ottobre del 1940 l&#8217;unione doganale con la Germania; rivendicata prima della guerra, la Slesia ceca venne incorporata nella provincia della Slesia e il Lussemburgo venne annesso nel 1942 durante la guerra. La Galizia centrale e quella polacca furono poste sotto il Governatorato Generale. Alla fine del conflitto i polacchi avrebbero dovuto essere forzatamente trasferiti dai territori settentrionali e occidentali della Polonia ante-guerra per far posto a cinque milioni di tedeschi. Per la fine del 1943 il Reich occup\u00f2 il Sud Tirolo, il Trentino, l&#8217;Istria, il Friuli e la provincia di Belluno, dando vita a due enti amministrativi, denominati Zona d&#8217;operazioni del Litorale adriatico (Operationszone Adriatisches K\u00fcstenland) e Zona d&#8217;operazioni delle Prealpi (Operationszone Alpenvorland), direttamente dipendenti da Berlino. Ci\u00f2 fu possibile per via del caos in cui era precipitata l&#8217;Italia con l&#8217;armistizio di Cassibile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Germania si trasform\u00f2 nel Grossdeutsches Reich nel 1943<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei territori occupati che non rientravano nel progetto di annessione alla Gro\u00dfe-Deutschland vennero istituite le suddivisioni amministrative chiamate Reichskommissariat. La Russia sovietica occupata dai nazisti includeva il Reichskommissariat Ostland (che comprendeva i Paesi Baltici, la parte orientale della Polonia e la parte occidentale della Bielorussia) e il Reichskommissariat Ukraine. Nell&#8217;Europa del nord c&#8217;erano il Reichskommissariat Niederlande (nei Paesi Bassi) e il Reichskommissariat Norwegen (in Norvegia). Nel 1944 venne creato un Reichskommissariat franco-belga dalla precedente amministrazione militare del Belgio e della Francia del nord, anch&#8217;essa frutto della occupazione tedesca. Tali strutture avrebbero dovuto fungere da basi per la creazione di Stati satelliti filo-tedeschi, ma il corso della guerra interruppe bruscamente questi progetti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il Reichsmark si rivalut\u00f2 durante il Terzo Reich (1933\u201345)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Quando i nazisti salirono al governo il principale problema in campo economico era un tasso nazionale di disoccupazione vicino al 30%. Inizialmente le politiche economiche del Terzo Reich furono frutto delle idee dell&#8217;economista Hjalmar Schacht, presidente della Reichsbank (1933) e Ministro dell&#8217;economia (1934), che aiut\u00f2 il cancelliere Hitler ad avviare il risanamento, la realizzazione e il programma di riarmo del Paese. Come ministro dell&#8217;economia, Schacht fu uno dei pochi ministri a sfruttare la libert\u00e0 amministrativa consentita dall&#8217;uscita del Reichsmark dal sistema aureo per mantenere bassi i tassi di interesse e incrementare la spesa pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ampio programma nazionale di opere pubbliche, che abbass\u00f2 la disoccupazione, venne finanziato in deficit. Effetto dell&#8217;amministrazione Schacht fu il rapidissimo calo del tasso di disoccupazione, pi\u00f9 rapido di quello di qualsiasi altro Paese durante la grande depressione. Se tale politica si potesse o meno definire di tipo keynesiano fu dibattuto da numerosi economisti gi\u00e0 durante gli anni trenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso una politica di sovranit\u00e0 monetaria indipendente e un programma di lavori pubblici che garantiva la piena occupazione, in cinque anni il Terzo Reich riusc\u00ec a trasformare un\u2019economia in bancarotta, gravata da rovinosi obblighi di risarcimento postbellico e dall\u2019assenza di prospettive per il credito e gli investimenti stranieri, nell\u2019economia pi\u00f9 forte d\u2019Europa. In Billions for the Bankers, Debts for the People, Sheldon Emry ha commentato:<\/p>\n\n\n\n<p>La Germania inizi\u00f2 a stampare una moneta libera dal debito e dagli interessi ed \u00e8 questo che spiega la sua travolgente ascesa dalla depressione alla condizione di potenza mondiale in soli 5 anni. La Germania finanzi\u00f2 il proprio governo e tutte le operazioni belliche senza aver bisogno di oro n\u00e9 debito e fu necessaria l\u2019unione di tutto il mondo capitalistico e comunista per distruggere il potere della Germania sull\u2019Europa e riportare l\u2019Europa sotto il tallone dei banchieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Debiti e depressione dell\u2019economia: questi furono i problemi di ieri e sono i problemi che stanno mettendo in ginocchio il progetto della moneta unica. Oggi in Europa sarebbe necessaria una vasta alleanza per cambiare radicalmente l\u2019impostazione della politica economica. Nel frattempo, prendendo ad esempio l\u2019esperienza della Germania degli anni \u201930, sarebbe auspicabile che il nostro Paese lanciasse la moneta fiscale a circolazione interna per aumentare il potere d\u2019acquisto e quindi la capacit\u00e0 di spesa privata e pubblica all\u2019interno dell\u2019euro. Affinch\u00e9 la proposta della moneta fiscale abbia successo, essa dovrebbe essere promossa dalle forze economiche \u2013 sindacati, imprese e banche \u2013 attraverso un Patto per la crescita.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019economia della Germania tra le due guerre<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Tra il 1933 e il 1938, dunque, si realizz\u00f2 uno dei pi\u00f9 grandi miracoli economici della storia moderna, persino pi\u00f9 significativo del tanto celebrato New Deal di F.D. Roosevelt, e questo miracolo fu promosso da Hjalmar Schacht che ricopr\u00ec sia la carica di presidente della Banca Centrale del Reich sia quella di ministro dell\u2019Economia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo fondamentale di Schacht fu quello di eliminare la disoccupazione, e fino al 1939 ebbe carta bianca da Adolf Hitler. Ci\u00f2 gli permise di gestire la politica monetaria e finanziaria del regime nazista in modo geniale e fuori dagli schemi.<\/p>\n\n\n\n<p>In una lettera del 1\u00b0 settembre 1938 ad Adolf Hitler, il ministro delle Finanze, conte Schwerin von Krosigk, scrisse:<\/p>\n\n\n\n<p>Sin dai primi giorni di governo \u00e8 stata coscientemente seguita la strada del finanziamento di grandi progetti per la creazione di nuovi posti di lavoro e per il riarmo, mediante l\u2019assunzione di crediti. Quando ci\u00f2 non era possibile col normale intervento del mercato dei capitali, il finanziamento veniva effettuato a mezzo di cambiali MEFO che erano scontate dalla Reichsbank.<\/p>\n\n\n\n<p>La creazione di nuovi posti di lavoro dunque richiedeva una grande quantit\u00e0 di danaro di cui per\u00f2 non esisteva alcuna disponibilit\u00e0. Poich\u00e9 i crediti diretti allo Stato avrebbero messo a rischio il controllo della Reichsbank sulla politica monetaria, Schacht escogit\u00f2 un sistema monetario non convenzionale. In questo sistema, i fornitori dello Stato emettevano ordini di pagamento che venivano accettati da una compagnia denominata Metallforschungsgesellschaft (MEFO, societ\u00e0 per la ricerca in campo metallurgico), creata dal Terzo Reich per finanziare la ripresa economica tedesca e, nel contempo, il riarmo, aggirando i limiti e le imposizioni del Trattato di Versailles.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-1024x531.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-365\" width=\"444\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-1024x531.jpg 1024w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-300x155.jpg 300w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-768x398.jpg 768w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-1536x796.jpg 1536w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-696x361.jpg 696w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-1068x553.jpg 1068w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1-810x420.jpg 810w, https:\/\/nsdap.world\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Reichsmark-MEFO-1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di qui l\u2019origine delle cambiali-MEFO che erano garantite dallo Stato, potevano circolare nell\u2019economia ed essere scontate presso la Reichsbank. In pratica, le cambiali MEFO rappresentarono uno strumento monetario parallelo, come lo potrebbero essere oggi i Certificati di Credito Fiscale. Con la ripresa dell\u2019economia e il conseguimento della piena occupazione, le nuove entrate fiscali e la crescita del risparmio permisero allo Stato di riscattare le obbligazioni MEFO in scadenza senza determinare l\u2019esplosione del debito pubblico (Schacht 1967).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMEFO\u00bb era dunque l\u2019acronimo riferito a una scatola vuota formalmente privata, dotata di un capitale di appena un milione di marchi e partecipata da Siemens S.p.A., Gutehoffnungshutte, Rheisenstahl S.p.A. e Krupp, in nome della quale vennero create obbligazioni senza gravare sul bilancio pubblico. Al riguardo, vi \u00e8 chi ha sottolineato che non si tratt\u00f2 n\u00e9 di un diretto finanziamento monetario del Tesoro, n\u00e9 di un immediato aumento del debito pubblico. Tuttavia, tanto lo Stato quanto la Reichsbank ebbero un ruolo determinante perch\u00e9 autorizzarono le emissioni e diedero la garanzia. Cos\u00ec venne creato un meccanismo monetario in grado di fornire i capitali all\u2019industria tedesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di esaminare la politica economica del nazismo \u00e8 opportuno ripercorrere le vicende pi\u00f9 importanti degli anni successivi alla fine della Prima guerra mondiale. Nel 1921, in seguito al Trattato di Versailles, la cifra per le riparazioni della Prima guerra mondiale che doveva essere pagata dalla Germania fu quantificata in 33 miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>John Maynard Keynes critic\u00f2 duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l\u2019atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilit\u00e0, invece di garantire una pace duratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace. Queste misure punitive furono all\u2019origine di tutte le sciagure che seguirono \u2013 dall\u2019iperinflazione di Weimar (1921-1923) all\u2019austerit\u00e0 deflattiva del governo Bruning (1930-1932) \u2013 le quali generarono un profondo sentimento di rivalsa nel popolo tedesco, che si manifest\u00f2 pienamente con il sostegno al nazionalsocialismo di Adolf Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Hitler sal\u00ec al potere nel gennaio del 1933, la Germania si trovava in una situazione economica disastrosa: oltre 6 milioni di persone (circa il 25% della forza lavoro) erano disoccupate e al limite della soglia della malnutrizione, mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con riserve monetarie ridotte quasi a zero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, tra il 1933 e il 1938, si verific\u00f2 una spettacolare ripresa dell\u2019economia e dell\u2019occupazione (si veda la Figura 1). E non furono le industrie d\u2019armamento ad assorbire la quota pi\u00f9 grande di manodopera: i settori trainanti furono quello dell\u2019edilizia, dell\u2019automobile e della metallurgia. L\u2019edilizia, grazie ai grandi progetti sui lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, cre\u00f2 la maggiore occupazione (+209%), seguita dall\u2019industria dell\u2019automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 1 \u2013 Andamento del PIL e dell\u2019indice dei prezzi al consumo in Germania e in Olanda nel periodo 1922-1939 (tassi di variazione %). (Da: Mahe, 2012 ).<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\"><li>La politica economica di Hjalmar Schacht e gli effetti MEFO<br>Schacht era fermamente convinto che il compito della banca di emissione consistesse nel mettere a disposizione tanto denaro quanto fosse sufficiente allo scambio di beni. Per questa ragione, scrive in The Magic of Money, tutte le leggi che regolano le banche di emissione hanno introdotto la cambiale a pagamento delle merci quale elemento fondamentale della loro politica. La cambiale-merci attesta la vendita e lo scambio di una merce; pertanto, Schacht riteneva che la concessione di crediti da parte della banca di emissione contro cambiali merci non comportasse alcun pericolo d\u2019inflazione e difatti le voci attive della Reichsbank consistevano principalmente in cambiali a pagamento merci.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>I fornitori dello Stato, dunque, iniziarono a emettere ordini di pagamento (tratte) che venivano accettati dalla societ\u00e0 MEFO che pagava con \u00abcambiali-MEFO\u00bb. Trattandosi di forniture di merci, le cambiali MEFO erano effetti commerciali cui prestavano triplice garanzia i fornitori, la societ\u00e0 MEFO e lo Stato, giustificando cos\u00ec il loro sconto presso la Reichsbank. I funzionari della societ\u00e0 MEFO controllavano che tutte le cambiali fossero state emesse solamente per forniture di merci e non per altri motivi: a ogni cambiale MEFO era legato uno scambio di merci proprio per compensare la circolazione monetaria con quella di beni. Le cambiali, che normalmente erano a tre mesi, ricevevano dalla Reichsbank il permesso di rinnovo fino a 19 volte per un periodo complessivo di 5 anni. Ci\u00f2 era necessario perch\u00e9 la ricostruzione economica avrebbe richiesto un certo numero di anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Con queste promesse di pagamento spendibili come il denaro ma unicamente entro i confini nazionali, gli imprenditori pagavano i fornitori. In teoria, questi ultimi potevano scontarle presso la Reichsbank in ogni momento e per qualsiasi importo a un interesse del 4% il che rendeva le cambiali MEFO non solo una \u00abquasi moneta corrente\u00bb ma anche un denaro fruttifero che poteva essere ritenuto da banche, casse di risparmio e aziende. Non vi \u00e8 dubbio che se gli effetti MEFO fossero stati presentati all\u2019incasso massicciamente e rapidamente, oltre al rischio di inflazione, sarebbe diventato evidente ai paesi stranieri che la Germania stava incrementando le emissioni di moneta accrescendo i sospetti che la finalit\u00e0 fosse anche il riarmo. Ci\u00f2 per\u00f2 non avvenne nel Terzo Reich poich\u00e9 gli industriali tedeschi si servirono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro: fino al 1938, in media, la met\u00e0 degli effetti MEFO fu sempre assorbita dal mercato senza passare all\u2019incasso presso la Reichsbank. Cos\u00ec queste obbligazioni diventarono una vera moneta a circolazione fiduciaria per le imprese che si protrasse per 4 anni, raggiungendo nel 1938 l\u2019importo complessivo di 12 miliardi di marchi, con una media annuale di erogazioni pari a circa 3 miliardi l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa fu la mossa determinante che fece ritornare sotto il controllo politico la sovranit\u00e0 monetaria della Germania. Si realizz\u00f2 in tal modo un mutamento fondamentale della strategia economica nazionale che permise allo Stato di riprendere in mano le leve del finanziamento dello sviluppo sostituendo la sua autorit\u00e0 a quella del mercato. Un esempio da manuale di come una politica di sostegno alla domanda finanziata da un\u2019espansione monetaria non convenzionale abbia permesso all\u2019economia di uscire dalla depressione e di conseguire la piena occupazione. La nuova moneta emessa dal Governo non produsse affatto l\u2019inflazione prevista dalla teoria classica poich\u00e9 offerta e domanda crebbero di pari passo lasciando i prezzi inalterati.<\/p>\n\n\n\n<p>Schacht in The Magic of Money ha scritto:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;L\u2019economista inglese John Maynard Keynes ha studiato il problema dal punto di vista teorico e l\u2019operazione MEFO ha dimostrato possibile la sua applicazione. Ma le condizioni alle quali l\u2019applicazione del sistema pu\u00f2 essere effettuata senza danno non sussistono sempre. Sussistevano in Germania nel periodo della depressione economica degli anni trenta quando mancavano del tutto le scorte di materie prime, le fabbriche e i depositi erano vuoti, le macchine erano ferme e sei milioni e mezzo di lavoratori erano disoccupati. Non si aveva a disposizione neppure capitale liquido risparmiato da poter investire. Con una produzione tanto limitata anche la produzione di nuovo capitale era evidentemente impossibile. Soltanto quando le inoperose ma ingenti forze produttive furono rimesse all\u2019opera, fu possibile una rapida formazione di capitale. Questo capitale \u201csperato\u201d fu, nell\u2019operazione MEFO, anticipato dal credito. Mancando la produzione che con questo credito era stata avviata, l\u2019esperimento MEFO sarebbe fallito. Il sistema MEFO non poteva essere un <em>&#8220;perpetuum mobile&#8221;<\/em>. Raggiunta la piena occupazione ogni altra concessione di credito avrebbe portato a eccedenze di circolante e all\u2019inflazione<\/strong>&#8221; (pp. 160, 162.)<\/p>\n\n\n\n<p>In un periodo di depressione erano proprio i fondi a mancare nelle casse delle imprese e Schacht sapeva che la prosperit\u00e0 della finanza internazionale dipende dall\u2019emissione di prestiti con elevato interesse a nazioni in difficolt\u00e0 economica. Gli economisti si sono chiesti come sia potuto avvenire il miracolo economico della Germania nazista e alla fine la risposta \u00e8 stata che il sistema funzionava grazie alla fiducia che il regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda nazionalista e con il terrore, ma anche attraverso il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un economista britannico, C.W. Guillebaud, ha spiegato in modo chiaro il meccanismo che consent\u00ec di rilanciare l\u2019economia tedesca negli anni Trenta:<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Terzo Reich, all\u2019origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro nel momento in cui la domanda effettiva \u00e8 quasi paralizzata e il risparmio \u00e8 inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gli effetti MEFO che sono pseudocapitale); l\u2019investimento rimette al lavoro i disoccupati; il lavoro crea redditi e risparmi grazie ai quali aumentano le entrate nelle casse dello Stato e si possono pagare gli interessi sul debito.<\/p>\n\n\n\n<p>La ripresa dell\u2019economia dunque determin\u00f2 l\u2019aumento delle entrate fiscali e la formazione di patrimoni che permisero di pagare le cambiali alla loro scadenza dopo 5 anni. Negli anni dal 1933 al 1938, le entrate dello Stato crebbero a oltre 10 miliardi di marchi. I mezzi per il pagamento delle MEFO furono largamente disponibili: a partire dal 1939 e per 5 anni vennero pagati annualmente 3 miliardi di marchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Hitler raggiunse cos\u00ec il suo scopo primario: il riassorbimento della disoccupazione e la crescita dei salari del popolo tedesco senza alimentare l\u2019inflazione e senza far esplodere il debito pubblico. I risultati furono spettacolari per ampiezza e rapidit\u00e0: nel gennaio 1933, quando Hitler sal\u00ec al potere, i disoccupati erano oltre 6 milioni; a gennaio 1934, si erano quasi dimezzati e a giugno erano ormai 2,5 milioni; nel 1936 diminuirono ancora, a 1,6 milioni e all\u2019inizio del 1938 non erano pi\u00f9 di 400 mila. Fu questa ripresa economica ad accrescere il consenso di Adolf Hitler, che era basato su di una approvazione genuina e non sull&#8217;imposizione di una tirannia.<\/p>\n\n\n\n<p>Schacht decise di chiudere l\u2019esperienza delle cambiali MEFO (1) nel 1938 quando la piena occupazione aveva iniziato a determinare i primi aumenti dei prezzi. Questa decisione fu motivata anche dal fatto che le banche, a causa della crescente richiesta di crediti e della conseguente scarsit\u00e0 di capitali, non furono pi\u00f9 in grado di trattenere gli effetti MEFO in portafoglio e si videro costrette a presentarli sempre in maggior numero alla Reichsbank. Ma il F\u00fchrer si oppose e il 19 gennaio 1939 estromise Schacht dalla carica di presidente della Reichsbank. Dopo la guerra, Schacht fu processato a Norimberga, ma venne assolto dalle accuse di crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e cospirazione a danno della pace grazie alla sua seppur tardiva opposizione al regime. Mor\u00ec nel 1970 a 93 anni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1) Nel progetto dei CCF la conversione in euro avviene sul mercato finanziario (principalmente attraverso le banche private) con uno sconto che pu\u00f2 variare, mentre il ruolo della Banca d\u2019Italia \u00e8 praticamente irrilevante.<\/p>\n\n\n\n<p>2) I CCF, cos\u00ec come furono le cambiali MEFO, sono concepiti per il tempo che serve a riportare l\u2019economia alla piena occupazione. Una volta raggiunto questo obiettivo, il sistema dei CCF pu\u00f2 essere chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>1) Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<p>Keynes J.M., \u00abIl problema degli squilibri finanziari globali. La politica valutaria del dopoguerra (8 Settembre 1941)\u00bb, in Keynes J.M., Eutopia, Luca Fantacci et al. (a cura di), 2011, pp. 43-55.<\/p>\n\n\n\n<p>Mahe E., \u00abMacro-economic policy and votes in the thirties: Germany (and The Netherlands) during the Great Depression\u00bb, Real-World Economics Review Blog, 12 June 2012.<\/p>\n\n\n\n<p>Ruffolo G., Sylos Labini S., Il film della crisi. La mutazione del capitalismo, Einaudi, Torino 2012.<\/p>\n\n\n\n<p>Schacht H.H.G. The Magic of Money, Oldbourne, London 1967.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Germania nazionalsocialista o Terzo Reich, in tedesco Drittes Reich, letteralmente &#8220;Terzo Impero&#8221; o &#8220;Terzo Stato&#8221;, sono le definizioni con cui comunemente ci si riferisce alla Germania tra il 1933 e il 1945, quando venne governata dal Regime Totalitario del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori guidato dal cancelliere Adolf Hitler, che assunse il titolo di F\u00fchrer. 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