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NSDAP – Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei

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Eugenetica

L’eugenetica è una scienza sviluppatasi nel 1883, ad opera di Francis Galton, il quale si era posto l’obbiettivo di creare un mezzo che desse la possibilità di influenzare e quindi migliorare la razza umana attraverso il matrimonio e la riproduzione tra persone con prerogative genetiche esclusivamente desiderabili, che sarebbero quindi dovute essere trasmesse alla prole, attraverso una serie di procedure che andremo ad illustrare.

Uno dei presupposti che da ragion d’essere all’eugenetica, è che la maggior parte dei problemi sociali, vengano ad essere causati specificamente attraverso alcuni individui, definiti in tale contesto, con il termine “subumani”, perché ritenuti incapaci di sostenere la complessità della società al pari della maggioranza degli altri individui, che riescono invece a ritagliarsi una posizione ed un ruolo in grado di farli sentire realizzati.

I soggetti classificati come “subumani”, perché contraddistinti da un patrimonio genetico non adeguato, se paragonato a quello della norma, secondo la filosofia che permea l’eugenetica, sarebbero spinti da un senso di frustrazione irrisolto, che gli spingerebbe quindi a ribellarsi contro la civiltà di appartenenza in tutte le sue manifestazioni e facendosi dunque sabotatori della loro stessa società, che desiderano distruggere, non riuscendo ad ottenere niente di quello che mediamente viene goduto dalla popolazione generale. Un concetto, questo, che trovò ampia condivisione nella Germania Nazionalsocialista.

Secondo Lothrop Stoddard, le naturali disuguaglianze, inesorabili e imprescindibili, determinano il destino delle civiltà. Quando tali disuguaglianze vengono ignorate o sono sovvertite da movimenti rivoluzionari ed ideologie egualitarie, si innesca un processo di decadimento che erode le fondamenta delle società.

Infatti ad oggi, si può notare come tutte le ideologie più controverse e contronatura, abbiano tra i loro militanti, per lo più persone disadattate, che non hanno saputo ritagliarsi una dimensione appagante nella società e per questo hanno deciso di tradire la loro stessa razza, poiché sono i primi a non sentirsi integrati. Tra questi movimenti, troviamo tutti quei gruppi che vorrebbero punire la maggioranza usando come pretesto i diritti delle minoranze, promuovendo gli interessi di tutti, meno che quelli dell’etnia di appartenenza nella sua manifestazione di maggioranza, ovvero i Bianchi Caucasici eterosessuali. Purtroppo, col prender piede di tali movimenti ideologici e dei continui investimenti da parte dei vari magnati, tali ideologie hanno attratto anche individui che hanno per opportunismo e decadenza morale, accettato tali ideologie, che continuano a rappresentare una minaccia per la salute mentale, ma anche fisica ed economica della popolazione, che non fa che impoverirsi, indebolirsi ed esser sempre meno padrona a casa propria, invasi da una immigrazione studiata a tavolino come arma contro i popoli occidentali.

Di fatto quello che la scienza onesta di un tempo aveva identificato come una minaccia, puntualmente si sta presentando ora col conto da pagare e tanto di interessi.

Potrà l’Eugenetica divenire una risposta per la cronica crisi sociale causata dai cosiddetti “subumani”?

La risposta è, al momento, solo attraverso protocolli che escludano la manipolazione genetica e che intervengano sulla riproduzione programmata tra individui già presumibilmente in possesso di tali prerogative.

Infatti la scienza e la tecnica ad oggi non possono garantire la manipolazione del DNA allo scopo di creare persone con tratti esclusivamente desiderabili, per le ragioni illustrate di sotto.

1. Cosa la tecnica sa fare oggi (Tratti Monogenici)

La tecnologia attuale è molto efficace nel modificare singoli geni specifici (tratti monogenici).

  • In teoria: Se un tratto estetico dipendesse da un solo interruttore genetico, la scienza saprebbe come “premerlo”. Ad esempio, potremmo tecnicamente tentare di modificare i geni che influenzano la pigmentazione per determinare il colore degli occhi o dei capelli.
  • In pratica: Anche sulle modifiche più semplici, i tassi di successo negli embrioni umani non sono del 100%. Spesso si verifica il fenomeno del mosaico genetico, in cui l’editing funziona solo su alcune cellule dell’embrione e su altre no, generando un organismo “misto”.

2. Perché la tecnica fallisce sul potenziamento (Tratti Poligenici)

I tratti legati al potenziamento (come l’intelligenza, la forza muscolare estrema, l’altezza o la longevità) o i canoni complessi di bellezza non funzionano come un interruttore.

  • Mancanza di bersagli: Non esiste il “gene dell’intelligenza”. Tratti come le capacità cognitive sono regolati da migliaia di varianti genetiche sparse su tutto il genoma, ognuna delle quali influisce per una frazione infinitesimale.
  • Impossibilità tecnica di editing massivo: Gli strumenti attuali possono effettuare una, due o forse una manciata di modifiche contemporaneamente. Provare a modificare centinaia o migliaia di punti del DNA nello stesso embrione distruggerebbe la stabilità della cellula, portandola alla morte immediata per stress genetico o frammentazione cromosomica.

3. Il problema dei danni collaterali indotti (Off-Target)

Ogni volta che si usa CRISPR o varianti più moderne (come il Base Editing) per modificare un gene, lo strumento commette errori di precisione chiamati effetti off-target.

  • Lo strumento scambia una sequenza di DNA simile a quella desiderata per il bersaglio corretto e taglia nel posto sbagliato.
  • La conseguenza: Nel tentativo di potenziare un muscolo o cambiare una caratteristica estetica, la tecnica rischia di disattivare un gene oncosoppressore. Di conseguenza, l’individuo potenziato avrebbe un’altissima probabilità di sviluppare tumori infantili, malformazioni o gravi immunodeficienze. La scienza odierna non è dunque in grado di garantire un editing a “zero errori” e niente al momento può farci intravedere quando ciò sarà realmente possibile.

4. Il vincolo dell’Epigenetica e dell’Ambiente

Anche ipotizzando un editing perfetto di tutti i geni ideali, il risultato non sarebbe garantito. La branca della scienza chiamata epigenetica dimostra che i geni non sono rigidi comandi esecutivi, ma “istruzioni opzionali”. Fattori come lo stress materno in gravidanza, la nutrizione nell’infanzia, l’esposizione a sostanze chimiche e stimoli ambientali decidono quali geni accendere o spegnere. Un individuo geneticamente “progettato per l’altezza” potrebbe rimanere basso a causa di una singola infezione o di un deficit nutrizionale precoce.

Pertanto l’unica soluzione possibile, in cui si possa applicare l’eugenetica allo scopo di salvare la Razza Ariana del Bianco Caucasico, sarebbe con la riproduzione programmata attraverso individui dalle prerogative oggettivamente desiderabili, che potrebbe essere promosso attraverso un sistema premiale, rivolto a coloro che volontariamente si propongano come candidati, accettando di sottoporsi ai vari test per misurarne talenti, prerogative fisiche, quoziente intellettivo e salute generale.

Tale iniziativa, restaurerebbe qualcosa di molto simile alla Lebensborn tedesca, sarebbe estremamente invasiva a livello giuridico e Costituzionale, e potrebbe essere portata a compimento solo da un forte Governo di Destra, che per prima cosa si attivi per superare le barriere costituzionali e i vari trattati internazionali appositamente stilati, che ottusamente vietano l’eugenetica positiva.

Castelli costituzionali e normativi contro l’Eugenetica

Sarebbe da chiedersi come mai tanto impegno per impedire la correzione del DNA e l’eliminazione di tratti genetici di scarsa qualità.

Difficile darsi una risposta, senza necessariamente ricollegarsi al pensiero di Stoddard, ovvero della strumentalizzazione politica delle conseguenze che si manifestano nella società, attraverso persone con un patrimonio genetico inadatto se paragonato alla media.

Da questa angolazione, si può senz’altro scorgere la netta volontà del potere costituito attuale, di blindare la presenza di tale situazione e se è l’autorità a volerlo, il fine è senz’altro politico, cosa dimostrata anche da pressoché ogni decisione significativa presa dall’Unione Europea dal 1999 ad oggi, caratterizzate per essere prettamente svantaggiose se non chiaramente anti-popolazione e particolarmente anti-autoctoni.

Come si potrebbe ad oggi, abbattere i vincoli legali contro l’eugenetica?

L’Italia perdendo la guerra, ha subito la compilazione di una Costituzione scritta da comunisti e partigiani, dunque totalmente avversa all’Eugenetica e a tutto l’impianto ideologico caratteristico del Fascismo e del Nazionalsocialismo, pertanto, l’unica via per legalizzarla sarebbe attraverso un forte e genuino Governo di Destra Radicale che operi i seguenti passaggi:

1. Svincolarsi dai trattati internazionali ed europei

Finché l’Italia fa parte dell’Unione Europea e aderisce ai trattati internazionali sui diritti umani, qualsiasi legge interna sull’eugenetica verrebbe bloccata dall’esterno. I passi legali preliminari sarebbero:

  • Attivazione dell’Articolo 50 del TUE: Avviare il recesso formale dall’Unione Europea (Brexit in versione italiana) per annullare l’efficacia della Carta dei diritti fondamentali, il cui Articolo 3 vieta espressamente l’eugenetica.
  • Denuncia della Convenzione di Oviedo: Presentare una notifica ufficiale di recesso (ai sensi dell’Articolo 37 del trattato) per liberare lo Stato dai vincoli bioetici del Consiglio d’Europa.
  • Recesso o disapplicazione della CEDU: Denunciare la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo per eliminare il controllo della Corte di Strasburgo sulle discriminazioni.

2. Superare il limite dei “Principi Supremi” della Costituzione

Una normale legge del Parlamento o una modifica parziale non basterebbero. L’Articolo 3 (uguaglianza) e l’Articolo 2 (diritti inviolabili) sono considerati “Principi Supremi” non modificabili tramite la normale revisione costituzionale (Articolo 138). Per vie legali, l’unica soluzione strutturale è l’esercizio del potere costituente:

  • Abrogazione totale della Costituzione del 1948: Il Parlamento, sostenuto da una maggioranza schiacciante o da un plebiscito popolare, dovrebbe dichiarare decaduto l’intero impianto costituzionale vigente.
  • Convocazione di un’Assemblea Costituente: Eleggere un organo straordinario con il compito specifico di redigere una Costituzione completamente nuova.

3. Scrittura della Nuova Carta Costituzionale

Nella stesura del nuovo testo, per inserire legalmente l’eugenetica positiva (ovvero la promozione e l’incentivazione di unioni basate su tratti considerati desiderabili), i costituenti dovrebbero ridefinire i concetti cardine del diritto:

  • Sostituzione dell’Articolo 3: Eliminare il divieto assoluto di discriminazione basato sulle “condizioni personali” e sulle “caratteristiche genetiche”. La nuova norma dovrebbe stabilire, una eccezione, ovvero che lo Stato abbia la facoltà di assegnare a volontari richiedenti, incentivi economici allo scopo di promuovere la procreazione tra coloro che siano in possesso di un patrimonio biologico ritenuto ottimale, dopo una serie di accertamenti, per qualità intellettuali, talenti e prerogative fisiche e di salute.
  • Introduzione del dovere biologico: Inserire un principio guida in cui l’individuo e la sua sfera riproduttiva possano essere considerati una risorsa anche al fine pubblico del “perfezionamento o ottimizzazione della popolazione”.

Dal punto di vista del diritto positivo, solo una totale rifondazione dello Stato e la rottura formale con l’ordinamento internazionale e soprattutto l’uscita dall’Unione Europea, permetterebbero di legalizzare un sistema di selezione o promozione biologica della cittadinanza.

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